Polietilene la Plastica più famosa al mondo

L'Albero della plasticaIl polietilene è uno dei materiali più presenti nella vita quotidiana con una consistente percentuale nel volume di produzione mondiale delle materie plastiche. La plastica più famosa al mondo perché è alla base della produzione dei sacchetti della spesa o confezioni in genere, delle bottiglie di sapone, giocattoli, giubotti antiproiettile, ecc

formula polietilene La struttura molecolare del polietilene è la più semplice tra i polimeri commerciali. Una catena di atomi di carbonio ed atomi di idrogeno, la diversa presenza di numero tra i due componenti è alla base delle caratteristiche specifiche delle tipologie di polietilene.
E’ un materiale plastico di base, usato dalle industrie trasformatrici per realizzare una vasta gamma di prodotti finiti dai più semplici ai più sofisticati.
E’ un derivato dell’etilene che a sua volta è un prodotto derivato dal processo di lavorazione del petrolio grezzo. Il processo di raffinazione del petrolio dal quale si ottengono benzine, gasolio e GPL, produce nafte pesanti che tramite il procedimento di cracking vengono trasformate in etilene e quindi polietilene.
Produrre Polietilene è un modo economicamente efficace ed ecologicamente intelligente di ottimizzare un componente del petrolio, la risorsa energetica più importante.

Smaltimento dei Rifiuti di Plastica

Per tutti gli imballaggi, contenitori, che corrispondono alla sigle PE, PET, PVC per legge sono stati costituiti i Consorzi di Filiera, a cui ogni produttore deve aderire. I Consorzi dovrebbero gestire nel post-consumo tutti gli imballaggi indipendentemente dalla sigla di composizione degli stessi o dalla forza politica della filiera di produzione.

 

Contributo per il riciclaggio

Questo simbolo indica che il produttore aderisce ai consorzi previsti dalla legge, per organizzare il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi. Il simbolo è molto diffuso nel Nord Europa, in Italia è di scarso significato perché le Autorità competenti non hanno emanato disposizioni precise. Viene comunque esposto da produttori che esportano in paesi dove i consorzi sono funzionanti.

La raccolta differenziata delle materie plastiche riguarda in particolare gli imballaggi, che costituiscono una percentuale rilevante della plastica contenuta nei rifiuti urbani.

Cosa si intende per imballaggio

I RIFERIMENTI NORMATIVI – Dlgs 152/06
La direttiva europea 2004/12/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggi (che modifica e integra la direttiva 94/62/CE) è stata recepita nel nostro ordinamento nazionale con il Dlgs 152/06 (ex Dlgs 22/97).
L’art. 218 (definizioni), al comma 1, specifica: “Ai fini dell’applicazione del presente Titolo si intende per:

a. imballaggio: il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo;
b. imballaggio per la vendita o imballaggio primario: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto vendita, un’unità di vendita per l’utente finale o il consumatore;
c. imballaggio multiplo o imballaggio secondario: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto vendita, il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale all’utente finale o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto vendita. Esso può essere rimosso dal prodotto senza alterarne le caratteristiche;
d. imballaggio per il trasporto o imballaggio terziario: imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione ed il trasporto di merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli per evitare la loro manipolazione

Imballaggi in plastica destinati alla raccolta differenziata

Tutti gli imballaggi, contenitori, che corrispondono alla sigle PE, PET, PVC per i quali per legge sono stati costituiti i Consorzi di Filiera, a cui ogni produttore deve aderire. I Consorzi devono gestire nel post-consumo tutti gli imballaggi indipendentemente dalla sigla di composizione degli stessi.

All’inizio, la gestione o raccolta riguardava solo le bottiglie ed i flaconi. Di recente sta maturando  la possibilità di riciclaggio anche degli imballaggi in plastica utilizzati per gli alimenti, come sacchetti , scatole, vaschette e pellicole per imballaggi.
Gli stessi sacchi in polietilene utilizzati per la raccolta dei rifiuti, più o meno differenziata, provengono da sempre dal recupero e riciclo da prodotti in polietilene.

Non disperdere nell'ambiente dolo l'uso.
Il riciclaggio o trasformazione fisica della materia, consiste nella rilavorazione meccanica e termica di ciò che era rifiuto per ottenere materia o “ materia prima seconda”.
Al pari delle industrie siderurgiche, anche in gran parte delle piccole industrie di trasformazione delle materie plastiche, il recupero in sede degli scarti o sfridi o errori di produzione non è mai stata una attività estranea alla produzione stessa.

 Il recupero, riciclo del materiale non utilizzabile o anche già utilizzato, prima del decreto sui rifiuti non è stato mai un tabù. Lo smaltimento della plastica può essere effettuato attraverso il recupero o il riciclo della stessa, dalla quale è possibile non solo ottenere nuovi prodotti di pari o diverse caratteristiche, anche energia per ricavare calore ed elettricità.

Non è ammesso il riciclo o recupero del materiale per tutti gli imballaggi che non recano le sigle identificative PE, PET, PVC della materia prima di composizione o i contenitori qualsiasi che presentano residui di materiali organici (cibo) o sostanze pericolose (vernici, colle, siringhe, sacche di plasma , olii, ecc) e piatti, bicchieri, posate, beni durevoli, articoli per edilizia che possono in gran parte essere destinati al recupero energetico mediante il processo di termovalorizzazione.
La plastica ha un potere calorifico paragonabile a quello del carbone.

Non è prevista, non è applicabile, la possibilità di recuperare i prodotti plastici biodegradabili, post-consumo, quindi destinati ad essere smaltiti tra i rifiuti “compostabili” dopo il breve tempo tra produzione, utilizzo ed eventuale riutilizzo.